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(ultimo aggiornamento 3 marzo 2017)

FAQ 1

faq-2Domanda.  “In riferimento all’Art.3 comma 2 dell’Avviso che recita : “il presente avviso trova applicazione unicamente nei confronti degli apprendisti assunti successivamente alla data di pubblicazione del Catalogo”, vi poniamo il seguente quesito: le aziende che hanno assunto un apprendista nel periodo antecedente alla pubblicazione dell’avviso ed hanno già provveduto nel corso dell’anno 2016 a svolgere la formazione on the job, sono obbligate ugualmente a far svolgere la formazione base e trasversale ? Se si, devono provvedere direttamente al pagamento della stessa ?

Risposta. La nuova offerta formativa pubblica per l’acquisizione delle competenze di base e trasversali sarà realmente  disponibile – e quindi obbligatoria per le imprese – solo nel momento in cui sarà costituito il “Catalogo” e la Regione avrà inviato, così come previsto all’art. 8, comma 2 dell’Avviso, la comunicazione al datore di lavoro contenente le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e alle opzioni di frequenza di ciascun modulo. La Regione deve farlo entro 45 giorni dalla comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, che il legislatore chiarisce essere la comunicazione al Centro per l’Impiego (art. 44, comma 3 del D.lgs 81/2015). Conseguentemente, come chiarito nella circolare n. 18/2014 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il personale ispettivo dello stesso Dicastero si asterrà dall’applicazione di sanzioni per omessa formazione trasversale nelle ipotesi in cui l’informativa in questione non sia intervenuta entro 45 giorni successivi alla comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro.

In definitiva, l’offerta formativa pubblica per l’acquisizione delle competenze di base e trasversali si ritiene dunque non obbligatoria per gli apprendisti assunti in data antecedente all’entrata in vigore del nuovo sistema a “Catalogo” (presumibilmente ad inizio del mese di febbraio 2017), salvo che essa sia prevista come obbligatoria da parte dei contratti collettivi, a cura e spese dei datori di lavoro.

FAQ 2

Domanda.  A quanto ammonta la marca da bollo da apporre  alle istanze di inserimento nel “Catalogo” e di richiesta finanziamento “assegno apprendistato”?

Risposta.  Ad € 16.

FAQ 3

Domanda.  Dove va indicata la ragione sociale della sede complementare? Il nominativo del referente, il telefono, la mail e la PEC, fanno riferimento al soggetto richiedente (titolare dell’istanza) o alla sede complementare?

Risposta.  Per quanto riguarda la sede complementare si rinvia alla disciplina dell’art. 42 della D.G.R. 247 del 31 marzo 2015 “Accreditamento delle sedi formative ed orientative della Regione Abruzzo”. Pertanto è necessario allegare all’istanza di inserimento al “Catalogo”, l’allegato “C/bis”  (dichiarazione che individui esattamente la sede complementare sottoscritta congiuntamente al soggetto che ne promette l’utilizzabilità), previsto dal citato art. 42 della DGR 247/15.

Quanto al referente della sede complementare ed ai relativi recapiti, si precisa che occorre far riferimento al soggetto titolare dell’istanza, ricordando, che ai sensi della lettera e) del richiamato art. 42 della D.G.R. 247/15, il soggetto utilizzatore di sedi complementari deve assicurare, per tutto il periodo di svolgimento delle attività, presso la sede complementare, il presidio delle funzioni come richiesto dalla normativa di cui al disciplinare di accreditamento. E’ necessario, quindi, comunicare anche le modalità con le quali saranno garantiti i presidi delle funzioni.

Al riguardo appare anche utile sottolineare che l’efficacia della convenzione diretta all’utilizzo della sede complementare, da redigere secondo lo schema “allegato C”, da produrre con l’istanza di finanziamento dell’assegno apprendistato, deve essere almeno pari alla durata delle attività da svolgere indicate in essa. Un periodo che,  pertanto, deve computarsi a decorrere dalla data di comunicazione di inizio delle attività medesime, che – nella fattispecie dell’Avviso in argomento – coincide con la data di inserimento della sede complementare nel “Catalogo”. Il che implica che all’atto dell’inserimento della sede complementare nel “Catalogo” l’Organismo di formazione deve essere già in grado di garantire sia la disponibilità della sede mediante la sottoscrizione della convenzione decorrente dalla citata data di inserimento, sia la copertura fattiva di tutti i necessari presidi (ovverosia essere immediatamente operativo), ai fini anche dell’orientamento e dell’iscrizione dell’apprendista al modulo formativo scelto presso quella sede.

La normativa nel riconoscere la possibilità degli Organismi di formazione accreditati di ampliare, in via transitoria, la propria disponibilità di sedi operative per l’attuazione di interventi formativi, pone inoltre tra le condizioni vincolanti che l’accordo deve avere ad oggetto “…una sede operativa accreditata rispondente ai soli requisiti minimi logistici previsti per l’accreditamento (ovvero nr 110 mq di superficie così suddivisi: nr 01 locale di almeno nr 50 mq per lo svolgimento delle funzioni amministrative, nr 01 aula attrezzata per lo svolgimento delle attività didattiche in grado di accogliere almeno nr 15 utenti con una superficie media di almeno nr 02 mq pro capite, nr.01 laboratorio attrezzato in grado di accogliere almeno nr 15 utenti con una superficie media di almeno nr 02 mq pro capite), che deve essere di tipo esclusivo”.

Nel citato art. 42, lettera c) della D.G.R. n. 247/2015 si precisa altresì che “per il periodo interessato il concedente si impegna a non svolgere alcuna attività nella propria sede operativa….. consentendo quindi l’utilizzo della suddetta sede accreditata esclusivamente al soggetto con il quale sia stata stipulata la convenzione d’uso….”. Nella fattispecie dell’Avviso in oggetto, per “periodo interessato”, nel quale è vietato svolgere attività formativa da parte dell’Organismo concedente, deve intendersi il “periodo massimo” entro il quale si deve completare il modulo formativo secondo le opzioni di frequenza  proposte (e non le singole giornate della settimana indicate).

FAQ 4.

Domanda. Anche la scheda 2B allegata all’istanza di inserimento al Catalogo deve essere sottoscritta digitalmente?

Risposta.  Le schede 2A e 2B devono essere sottoscritte digitalmente e inviate con due files distinti

FAQ 5.

Domanda.  Cosa si intende per firma digitale del legale rappresentante: la scansione del documento appositamente timbrato e firmato o l’apposizione di una firma digitale sul documento attraverso un apposito software di firma digitale? Nel caso di firma con software quale deve essere il formato?

Risposta. L’istanza può essere sottoscritta con firma digitale, secondo uno dei formati previsti dalla normativa vigente