Linee Guida regionali Apprendistato

22 dicembre 2016, Commenti: Commenti disabilitati su Linee Guida regionali Apprendistato
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Pescara, 22 dicembre 2016

La Regione Abruzzo ha emanato nuove Linee Guida per l’Apprendistato approvate con DGR 867 del 20 dicembre 2016.

adolescentiL’emanazione di una nuova regolamentazione regionale nelle 3 tipologie di apprendistato:

  1. di I livello, per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  2. di II livello, apprendistato professionalizzante;
  3. di III livello di Alta Formazione e Ricerca

prende le mosse da due esigenze fondamentali:

  1. necessità di adeguarsi al mutato contesto normativo;
  2. necessità di innalzare significativamente la qualità dei percorsi formativi, al fine di garantire una formazione efficace, efficiente ed adeguata alle esigenze di imprese e lavoratori, mediante l’introduzione di sistemi innovativi e sperimentali.

 

Il D. Lgs. n. 167 del 2011, ovvero Testo Unico dell’Apprendistato, è stato abrogato dal D. Lgs. n. 81 del 2015 (decreto attuativo Jobs Act) che ha delineato un nuovo quadro normativo in materia, introducendo importanti novità sulle due tipologie formative del contratto di apprendistato di I e III livello, che integrano organicamente in un “sistema duale”, formazione e lavoro, con riferimento ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni professionali di cui al Repertorio nazionale.
Per quanto concerne, invece, l’apprendistato professionalizzante di II livello non si registrano significative variazioni, in quanto il Legislatore era già intervenuto nel 2014 e in sede di Conferenza Stato – Regioni nella seduta del 20 febbraio 2014 erano state adottate le “Linee guida” per questa tipologia di apprendistato.

Con riferimento all’apprendistato di I e III livello, le nuove “Linee guida” regionali risultano perfettamente coerenti al “percorso ideale” immaginato dal Legislatore nel D. Lgs. n. 81 del 2015, per cui tutte le Istituzioni che compongono il sistema formativo, sotto anche l’influsso degli obblighi sull’alternanza della Buona Scuola (L. 107/2015), si fanno promotrici di progetti di apprendistato, pur con tutte le difficoltà derivanti da una procedura che è un mix tra logica scolastica e logica di mercato del lavoro, che provano ad integrarsi. Lo strumento individuato per rendere più agevole e immediata l’attivazione del contratto di apprendistato di I e III livello è il “protocollo” sottoscritto tra l’azienda e l’istituzione formativa, per regolare i compiti e le reciproche responsabilità.

apprendistaIn merito all’apprendistato di II livello, lo sforzo che il competente Assessorato e Dipartimento stanno sostenendo è andato nella direzione di costruire un sistema di formazione innovativo, utile anche all’avvio di un modello per l’assegnazione di rating agli Organismi di Formazione, secondo indicatori qualitativi e quantitativi.

Il XVI Monitoraggio sull’apprendistato in Italia, presentato lo scorso mese di luglio (2016), conferma il trend decrescente dei contratti di apprendistato iniziato a partire dal 2009, in flessione a livello nazionale del – 8,1% rispetto all’anno precedente. A livello territoriale nel 2015 nel Sud si registra la flessione più alta ( di media -13,8% ed in Abruzzo del – 15,5%), mentre il Nord Ovest ha avuto variazioni negative più contenute (-5,4%) consolidando il divario con l’Italia centro-meridionale. Si registrano tuttavia timidi segnali di ripresa.

Tra le cause della forte contrazione registrata nel Mezzogiorno si segnalano;

– sicuramente l’introduzione dell’esonero totale del versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un triennio, concessi nei casi di assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato (Legge n. 190/2014), nonchè l’istituto dei “tirocini” ha reso finora meno appetibile l’apprendistato;

– nel 2015 i contratti di apprendistato, seppur hanno beneficiato di agevolazioni contributive di entità comparabile, non hanno avuto lo stesso appeal, in quanto  accompagnandosi a obblighi di natura formativa sono percepiti come oneri aggiuntivi da parte delle imprese e non, invece,  come un’opportunità e  un investimento per la crescita della propria azienda;

– delle tre tipologie di apprendistato delineate dalla normativa che si è succeduta dal 2003, la forma professionalizzante è di gran lunga quella più utilizzata. Il dettaglio di ripartizione geografica mostra la pressoché la totale assenza in tutte le regioni, ed in  particolare in quelle del Centro e Sud Italia, di un’offerta formativa destinata agli apprendisti assunti con tipologie contrattuali diverse da quelle professionalizzante (tra i partecipanti alla formazione il 95-96% sono apprendisti assunti con la tipologia di apprendistato professionalizzante; circa il 3% dei giovani sono rappresentati dalla tipologia di apprendistato per la qualifica e diploma professionale; meno del 1% coinvolto in attività di alta formazione e ricerca).

apprendistato-icona

 

In sede di prima applicazione delle nuove Linee guida regionali, alla luce del quadro nazionale e regionale appena descritto, stante l’attuale disponibilità finanziaria di circa € 3.100.000,00 a valere sulle risorse statali per il finanziamento dell’attività di formazione nell’esercizio dell’apprendistato (che possono essere utilizzate per il finanziamento di tutte e 3 le tipologie di apprendistato),  si è ipotizzata la seguente ripartizione:

– € 90.000,00 per azioni di sistema e di accompagnamento per l’incentivazione e  la valorizzazione delle attività aggiuntive, strumentali e complementari richieste da un percorso formativo in apprendistato di I livello rispetto a quello ordinario avviato nell’ambito dell’intervento denominato “Rilancio della IeFP e sistema duale”, inserito nel Piano Operativo 2016-2018 del POR FSE Abruzzo 2014-2020. In altri termini sarà previsto un “bonus” , in via di quantificazione, per favorire l’attivazione di contratti di apprendistato di I livello al fine di far terminare agli studenti il percorso formativo già avviato in modalità ordinaria, con questa modalità di apprendimento in contesto lavorativo (apprendistato);

– circa  € 3.000.000,00 per il finanziamento dell’offerta formativa pubblica tesa all’acquisizione delle competenze di base e trasversali nell’ambito dell’apprendistato professionalizzante (II livello), per il prossimo triennio 2017-2019, tenuto altresì conto che da notizie apprese per le vie brevi il fondo nazionale per l’apprendistato dal prossimo anno subirà drastiche riduzioni, in quanto circa i ¾ è stato utilizzato per finanziare il “sistema duale” ;

–  gli interventi in materia di apprendistato di alta formazione e ricerca (III livello)  trovano, invece, adeguato finanziamento nell’ambito della nuova programmazione POR Abruzzo FSE 2014-2020 per un importo di € 1.950.000,00. Nel Piano Operativo 2016-2018, infatti, è previsto l’intervento n. 12 denominato “Integrare la Strategia di Specializzazione Intelligente S3”, integrato con le risorse POR FSER 14-20, nell’ambito del quale sono previsti percorsi di apprendistato di alta formazione calibrati sulle esigenze di ricerca e sviluppo dei Domini coinvolti nella S3 regionali. Sono previsti n. 100 percorsi formativi di apprendistato di III livello per un totale di € 1.050.000,00 (per ciascun apprendista è riconosciuta, attraverso voucher, la somma di  € 6.000 per servizi formativi addizionali erogati da istituzioni formative o enti di ricerca ed  € 4.500 per servizi formativi a carico del datore di lavoro) + n. 100 voucher, per un totale di  € 900.000,00, per incentivi all’assunzione a tempo pieno rivolti ad imprese che assumo con contratto di apprendistato di alta formazione (€ 9.000 ciascuno).
Dal prossimo anno, con la collaborazione di Italia Lavoro, nell’ambito dell’apposita linea d’intervento del progetto FIxO, saranno avviate iniziative di informazione e di sensibilizzazione, diffuse sull’intero territorio regionale, con l’obiettivo di coinvolgere ed informare tutti gli stakeholders interessati a vario titolo nell’attuazione delle misure di potenziamento e promozione dell’apprendistato (associazioni datoriali, consulenti del lavoro, istituzioni formative, famiglie, giovani, ecc).